eri di fronte a me

Eri di fronte a me, ieri, e avrei voluto scriverlo. Chi sa disegnare, talvolta, disegna a memoria. Appunti presi in fretta, urgenze di fissare ciò che, in realtà è liquido. Perché gli istanti e gli innamorati è così che sono: liquidi. E allora chi sa disegnare, dicevo, è così che fa. Come Goya che disegnava con lo spirito di un esorcista. Disegnava per fissare nella memoria ciò che è sfuggente e non quotidiano, quel che sa di sangue e tormenta dentro.

Eri di fronte a me, ieri, e avrei voluto saperlo scrivere. Perché non è mai facile descrivere quel che non ha spigoli come il tempo che sai modificare o l’abbandono di ogni mia resistenza. E avrei voluto davvero trovare le parole mentre le parole si perdono quando sento il tuo profumo, quando annego nel tuo collo, quando i tuoi pensieri diventano gesti.

Eri di fronte a me, ieri, e non so raccontare la voglia quotidiana che oggi sento forte, il ritmo di un amore che Rossini avrebbe saputo suonare, quello che sento e che fa rima con il furore. Eri di fronte a me e non so dirlo, dipingerlo né farne musica e forse tutto questo non è neanche necessario. Perché lo sai che averti vicina è tutto quel che voglio.